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La Grotta Cosmica in cui si svolge questa rappresentazione è il Teatro dell’effimero: epifanie divine si alternano a revenants, costruzioni a decostruzioni, sfingi e obelischi spezzati a castelli di sabbia. Lo splendore e la magnificenza babelica delle opere umane è inevitabilmente condannata a disgregarsi.
Demiurga di questo gioco inesausto del tempo è SOPHIA, fanciulla divina che esisteva già prima che la creazione iniziasse ad agire la sua entropia. Con grazia e leggerezza scompone e ricompone immagini, crea e distrugge mondi, in una danza magnifica ed effimera. E’ nella Grotta, luogo di proiezioni per eccellenza, utero generatore di vita, tomba che accoglie la putredine, magico athanor delle mutazioni prodotte dall’impermanenza, che ha luogo la danza di SOPHIA che mette in scena le sue ombre che sfumano in un perenne divenire musicale ed immaginale. Lucia Guidorizzi

“Risvegliarsi e ascoltare quel soffio
che accarezza leggero il torpore
è affacciarsi ad un pozzo profondo
dove dorme un antico splendore” (SAPIENTIA AUSTRI)
tratto dal nuovo libro di Lucia Guidorizzi “Nel paese dei castelli di sabbia”